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COBRA E L'ITalia PDF Stampa E-mail
Fino al 13 febbraio 2011, è aperta alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma CoBrA e l’Italia, una mostra a cura di Denis Laoureux e Matilde Amaturo, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio e l’Academia Belgica. Una mostra rara e importante, se pensiamo ad esempio all’influenza che la ricerca di CoBrA ebbe su un artista come Keith Haring.

 

CoBrA è il nome con cui si identificò un gruppo di artisti e poeti provenienti da Belgio, Olanda e Danimarca, che si trovarono l’8 novembre 1948 al Cafè Notre-Dame di Parigi. Karel Appel, Constant, Corneille, Christian Dotremont, Asger Jorn e Joseph Noiret dettero vita ad uno degli ultimi grandi movimenti d’avanguardia. CoBrA ebbe vita breve, infatti si sciolse dopo soli tre anni, ma a livello storico portò molte conquiste nella libertà espressiva e tecnica, nonché dal punto di vista teorico.

Al di là della ricerca formale e del senso insito in ciascuna opera, il significato interessante di questo movimento va ricercato soprattutto nell’attenzione posta sui processi creativi e sulle dinamiche di creazione.

La mostra di Roma si concentra quindi su tre momenti. La presenza di Jorn a Albisola, I’esperienza in Italia di Vandercam, Wyckaert, Alechinsky, Van Lint e Douce, ed infine il rilancio di CoBrA da parte di Christian Dotremont a Bruxelles dopo il 1954. Ci fu dunque un “CoBrA dopo CoBrA”, che ebbe come punto nevralgico Albisola, località balneare del Ponente ligure. Qui operava Lucio Fontana e nel 1954 arrivò il danese Asger Jorn, invitato da Enrico Baj e Sergio Dangelo, che erano stati a Bruxelles nel 1952 per presentare il Manifesto del Movimento nucleare. Dopo poco arrivarono anche Appel e Corneille per gli Incontri internazionali della ceramica, Serge Vandercam e Maurice Wyckaert, che aveva firmato il Manifesto del Movimento per una Bauhaus immaginista, creato da Jorn e Pinot Gallizio.