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Fontana di Trevi

Fontana di Trevi

La più artistica di Roma , presente nell’immaginario comune grazie al film di Federico Fellini “La dolce vita” in cui Anita Ekberg si bagna vestita nel suo bacino. Fontana mostra dell’Acqua Vergine condotta a Roma nel 19 A.C. da Marco Vipsiano Agrippa per alimentare le terme da lui costruite al Pantheon. L’acqua venne denominata Vergine in omaggio ad una fanciulla che avrebbe indicato la sorgente ai soldati assetati. Nel 1453 papa Nicolò V fece erigere una fontana da Giovan Battista Alberti nella località detta “dello Trejo” e nel corso degli anni divenne Trevi.

La fontana era un momento importante per la città che tornava ad avere acqua di sorgente dopo aver utilizzato per secoli l’acqua del Tevere. Tre secoli dopo papa Clemente XII decise di sostituirla e indisse un concorso invitando i migliori artisti del suo tempo a partecipare. Lo scopo era quello di ornare Roma di un’opera grandiosa e di fornirla di maggiore quantità d’acqua potabile. Fra i bozzetti fu scelto quello del romano Nicolò Salvi. La costruzione della fontana durò 23 anni e coprì tutto il lato di Palazzo Poli.

Fontana di Trevi ha nel mezzo un arco trionfale sormontato da un attico sul quale sovrasta lo stemma di Clemente XII. Al centro di una base rocciosa si erge la statua di “Oceano” sopra un carro a conchiglia trainato da due cavalli marini guidati da tritoni. I cavalli rappresentano il mare agitato e calmo. Le due statue ai lati di Oceano rappresentano la Salubrità e la Prosperità chiara allusione agli effetti benefici di un’acqua pura.

I bassorilievi sovrastanti ricordano l’approvazione del progetto dell’acquedotto di Agrippa e la leggenda della vergine che indica la sorgente ai romani. Nella vasca che rappresenta il mare, i turisti gettano una moneta per assicurarsi il ritorno a Roma. Un altro rito romantico è legato alla fontanella sul lato sinistro chiamata “fontanina degli innamorati”. Secondo la leggenda le coppie che bevono a questa fontanella hanno il privilegio di restare sempre fedeli.