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Il Musico, un Leonardo speciale ai musei capitolini PDF Stampa E-mail
E' un giovane uomo dallo sguardo assorto il musico effigiato da Leonardo da Vinci in mostra ai Musei Capitolini fino al 27 febbraio. Un dipinto eccezionale, unico, o meglio l'unico: il solo ritratto maschile tra i pochi, tutti femminili, giunti fino a noi con l'inconfondibile talento del tratto leonardesco. Ma il dipinto esposto nell'Esedra del Marco Aurelio - il Musico – possiede anche un'altra singolarità: non è mai "uscito di casa", e questa è la prima volta che abbandona l'avita Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Inoltre il ritratto, dipinto su tavola, costituisce la prima committenza privata di Leonardo dopo il suo arrivo in Lombardia (intorno al 1485, al tempo della prima versione della Vergine delle Rocce) e viene considerata un'opera precocissima, che risale alla prima maturità dell'artista.


Per Pietro C. Marani, curatore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, il dipinto esprime il graduale allontanarsi di Leonardo dai canoni della ritrattistica ufficiale del tempo, affrancandosi dai moduli stilistici in uso (profilo immobile, araldico) per mostrare la figura di tre quarti e suggerire l'idea del movimento attraverso la direzione dello sguardo, diretto all'esterno del quadro. Un dipinto prezioso, che permette di leggere nella sua composizione suggestioni fiamminghe e fascinazione per la pittura di Antonello da Messina, ben conosciuta nella Milano degli anni settanta e ottanta del Quattrocento. Per quanto riguarda il personaggio raffigurato le ipotesi sono tante e diverse: si va dai principali musicisti e maestri cantori operosi a Milano, da Franchino Gaffurio, maestro di Cappella in Duomo, a Josquin des Prez ad Atalante Migliorotti, l'amico musicista che aveva seguito Leonardo da Firenze a Milano il cui ritratto è citato da Leonardo stesso in un elenco di opere d'arte e oggetti che egli aveva redatto in un foglio ora nel Codice Atlantico.