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Roma europe Festival 2010 PDF Stampa E-mail
Festeggia la sua venticinquesima edizione il festival RomaEuropa che, nato dall'Associazione Amici di Villa Medici, negli anni si è espanso grazie alla collaborazione con il Comune di Roma, l'Università Roma Tre e il teatro Palladium, raggiungendo alti livelli di qualità e una fama internazionale e sperimentando con successo nuove modalità di finanziamento basate sulla partnership pubblico-privato e sul coinvolgimento del settore no profit.

 

Da venticinque anni il festival seleziona e produce spettacoli che spaziano dalla danza alla musica, dal teatro alle arti visive, fino a scoprire le nuove culture digitali e i mondi futuri della comunicazione. Un'indagine artistica che da sempre si pone l'obiettivo di intercettare e rilanciare le novità del panorama artistico internazionale, mettendo in risalto anche nuovi modelli di sviluppo e gestione dell'industria culturale.

Tra i progetti della Fondazione Romaeuropa, ormai istituzione culturale di prestigio internazionale, il Romaeuropa Festival, Romaeuropa Webfactory, il teatro Palladium e l'Opifico Telecom Italia (tutte le informazioni sul sito www.romaeuropa.net).

Per la 25a edizione, che si terrà dal 21 settembre al 2 dicembre in vari luoghi della Capitale, il festival propone un programma ricco di 20 prime nazionali, 3 prime mondiali per un totale di 38 appuntamenti che si dipanano tra l'Auditorium della Conciliazione, i teatri Eliseo, Vascello, Palladium, le Officine Marconi, l'Accademia di Francia-Villa Medici, la Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica, i centri culturali e sociali Angelo Mai e Brancaleone, e infine l'Opificio Telecom. Molti spettacoli s’annunciano di grande interesse. In primo luogo, “Orphèe”, con cui il 21 settembre viene inaugurata la manifestazione: creazione della Compagnie Montalvo-Hervieu che oltre alla danza abbraccia il teatro, la musica, il canto e incredibili videoproiezioni. “Where is my soul”, della regista Caroline Petrick con l’ensemble B’Rock, ritorna a Monteverdi: sono i madrigali del compositore cremonese, brani di grandissima raffinatezza ed efficacia musicale, a trovare la scena con soluzioni di suggestiva modernità. Molto spazio, poi, al teatro d’immagine e di ricerca che a Roma ha un suo pubblico sin dagli anni Sessanta e che il festival è riuscito a captare. Nella sezione musicale, la tradizione si intreccia al contemporaneo. Si va dalla “Sinfonia n. 7”, capolavoro di Dmitrij Sostakovic diretto da Kirill Petrenko, alla prima esecuzione italiana di una partitura di Matteo D’Amico “Fuga da Bisanzio”, diretta da Vladimir Jurowski, ai Visual Concers di Jean Baptiste Barrère e Laurie Anderson. Debutta nella Capitale “The Irrepressibles”, ensemble britannico che mescola gli strumenti del rock tradizionale, chitarre, percussioni e tastiere, a quelli classici come archi e fiati. Lo guida la forte personalità di Jamie McDermott, autore di canzoni dalla forte vena pop.

Ci sono, però, anche scelte che suscitano perplessità. Difficile comprendere perché al Ref si proponga un nuovo allestimento del “Kafka Fragments” di Gyorgy Kurtág, quando appena un anno fa è stata presentata, per due sole sere, la prima edizione scenica del lavoro alla Sagra Malatestiana di Rimini in un’ottima ed economicissima produzione sotto tutti i punti di vista. Forse sarebbe stato più semplice mostrare questo allestimento a Roma. Dubbi anche sull’utilità della proiezione del ciclo filmico “Inferno Purgatorio Paradiso”: nonostante gli echi positivi di certa critica francese in occasione della presentazione ad Avignone, sembra più che altro un’operazione raffazzonata e superficiale per dare corpo al capolavoro di Dante. Vedremo se Castellucci e il suo gruppo affronteranno con maggiore umiltà, e migliore efficacia, i temi del volto di Dio e dell’Africa contemporanea. I 71 giorni del festival prenderanno vita fin dalle pagine del catalogo: in ogni pagina un codice permetterà a cellulari e computer di accedere a contenuti multimediali. È un modo per avvicinare il pubblico agli artisti e alle loro creazioni, parte di una campagna di comunicazione partecipata che proporrà allo spettatore di dire la sua.

Celebrazione ufficiale in Campidoglio con il sindaco Alemanno che consegna una medaglia al senatore Giovanni Pieraccini, presidente di "Roma Europa Festival".